- GUIDA COMPLETA 2026
Piano di manutenzione: la guida completa alla redazione perfetta.
Come si redige un piano di manutenzione e da cosa è composto? Chi deve farlo e quando è obbligatorio?
In questa guida, aggiornata al nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), rispondiamo alle domande più frequenti su come si redigono i piani di manutenzione dell’opera pubblica o privata e per gli impianti aziendali. Vediamo come strutturarli in modo corretto ed efficace con il supporto di un software di manutenzione e mettiamo a tua disposizione un template per guidarti nella redazione.
📅 Aggiornato: luglio 2026 🕓 Tempo di lettura: 30 minuti 👤 A cura del Team mainsim Academy
Cos’è un piano di manutenzione? Definizione e doppia natura
📌 DEFINIZIONE UFFICIALE
La definizione ufficiale è contenuta nel Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti — Art. 27, comma 1, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023
Il piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi, l’attività di manutenzione dell’opera e delle sue parti, al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l’efficienza e il valore economico.
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Un piano di manutenzione è un documento allegato al progetto strutturale di un’opera o ad un impianto che descrive, pianifica e programma le attività di manutenzione necessarie per mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche di funzionalità, qualità ed efficienza di un asset, oltre al suo valore economico.
Può riferirsi a due contesti diversi, con la stessa logica di fondo ma normative e finalità differenti:
- il piano di manutenzione dell’opera, pubblica o privata, regolato oggi dall’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei Contratti Pubblici);
- il piano di manutenzione degli impianti aziendali, elaborato dal management di un’azienda per stabilire politiche e strategie di manutenzione sui propri asset, per migliorarne efficienza e affidabilità.
Con le dovute differenze normative, la struttura e i contenuti dei due piani di manutenzione sono sostanzialmente gli stessi: li vediamo insieme in questa guida, segnalando dove le due strade divergono. Che si tratti del piano di manutenzione di un edificio, di un impianto industriale o di un’infrastruttura, la logica di fondo non cambia.
Il quadro normativo in sintesi
Le principali norme italiane che regolano la redazione del piano di manutenzione, con riferimento specifico e oggetto.
| Norma | Riferimento | Oggetto |
|---|---|---|
| D.Lgs. 36/2023 | Allegato I.7, artt. 19 e 27 | Piano di manutenzione dell'opera (PFTE e progetto esecutivo) |
| D.M. 24/11/2025 (CAM Edilizia 2025) | in vigore dal 2 febbraio 2026 | Coerenza del piano con gli scenari LCA/LCC |
| D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) | Cap. 10, § 10.1 | Obbligo del piano di manutenzione delle strutture |
| UNI 11257:2007 | — | Criteri per la stesura del piano e del programma di manutenzione dei beni edilizi |
| D.Lgs. 81/2008 | art. 71 | Manutenzione e verifiche periodiche di macchinari e attrezzature di lavoro |
PFTE = Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica · CAM = Criteri Ambientali Minimi · LCA = Life Cycle Assessment (analisi del ciclo di vita) · LCC = Life Cycle Costing (costo del ciclo di vita) · NTC = Norme Tecniche per le Costruzioni.
📌 È obbligatorio?
Piano di manutenzione dell’opera: sì, per le opere pubbliche è un elaborato obbligatorio sia nel Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (come piano preliminare) sia nel Progetto Esecutivo. Per le opere private, l’obbligo scatta quando è prevista una parte strutturale (per l’obbligo specifico sulle strutture, vedi il box normativo sotto) o quando richiesto dal committente/ente concedente.
Piano di manutenzione impianti: non esiste un obbligo generale unico, ma diverse normative settoriali lo richiedono indirettamente (es. verifiche periodiche di legge su specifiche attrezzature ai sensi del D.Lgs. 81/08). Anche dove non è obbligatorio per legge, resta fortemente raccomandato per motivi di sicurezza, continuità operativa e valore dell’asset.
Piano di manutenzione dell’opera vs piano di manutenzione impianti aziendali: le differenze
Confronto tra Piano di manutenzione dell'opera e piano di manutenzione impianti.
| Piano di manutenzione dell'opera | Piano di manutenzione impianti | |
|---|---|---|
| Normativa | D.Lgs. 36/2023, Allegato I.7 (artt. 19 e 27) | Nessun obbligo unico; UNI 11257 come riferimento di buona pratica |
| Chi lo richiede | Stazione appaltante / committente (opera pubblica), talvolta il committente privato | Decisione interna aziendale |
| Dove si deposita | Presso gli uffici competenti, insieme al progetto esecutivo | Resta in azienda, spesso dentro un CMMS |
| Obiettivo primario | Compliance normativa | Produttività, affidabilità, riduzione dei fermi macchina |
| Aggiornamento | Formale, tipicamente a cura del progettista/direttore lavori | Continuo, sulla base dei dati raccolti nel tempo |
📌 CHI REDIGE E CHI FIRMA IL PIANO DI MANUTENZIONE?
Non sono previste restrizioni particolari sulla qualifica: progettisti, ingegneri, architetti, geometri possono redigere e firmare il piano di manutenzione. Per l’opera, la redazione è a carico del progettista, che ne cura anche il deposito presso gli uffici competenti insieme al progetto esecutivo. Per gli impianti aziendali, tipicamente lo redige il responsabile manutenzione o il team tecnico interno, eventualmente con il supporto di un consulente.
A cosa serve un piano di manutenzione dell’opera?
Il piano di manutenzione dell’opera non serve soltanto a rispettare un obbligo normativo: è lo strumento con cui la stazione appaltante, o il committente privato, programma nel tempo gli interventi necessari a mantenere inalterate le caratteristiche di funzionalità, sicurezza e valore dell’opera, evitando che la mancanza di pianificazione si traduca in interventi d’emergenza più costosi o in un degrado prematuro del bene.
Reso esplicito già in fase di progettazione, il piano di manutenzione permette di stimare fin da subito i costi di gestione dell’opera lungo il suo intero ciclo di vita, coerentemente con la logica del Life Cycle Costing richiesta dai CAM Edilizia 2025, invece di scoprirli progressivamente una volta che l’opera è già in esercizio.
Per le infrastrutture e gli edifici pubblici, una manutenzione pianificata riduce inoltre i rischi legati alla sicurezza di chi utilizza l’opera, e ne prolunga il più possibile la vita utile prima che si rendano necessari interventi di ristrutturazione o sostituzione integrale.
Il piano di manutenzione dell’opera viene redatto dal progettista a partire dagli elaborati del progetto esecutivo, individuando per ciascuna componente i requisiti prestazionali attesi e le relative modalità di verifica nel tempo.
📌 Piano di manutenzione dell’opera vs Fascicolo dell’opera
Piano di manutenzione dell’opera e fascicolo dell’opera vengono spesso confusi, ma sono due documenti distinti, con finalità diverse:
- il piano di manutenzione dell’opera (Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023) riguarda gli aspetti tecnici e prestazionali necessari a garantire nel tempo la funzionalità, la qualità e il valore economico dell’opera;
- il fascicolo dell’opera (art. 91, comma 1, lett. b, e Allegato XVI del D.Lgs. 81/2008) ha invece finalità di prevenzione e sicurezza: contiene le informazioni utili a proteggere i lavoratori durante i futuri interventi di manutenzione sull’opera. Lo redige il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP), non il progettista dell’opera, ed è obbligatorio solo per i cantieri che richiedono la nomina del CSP.
Lo stesso Allegato XVI del D.Lgs. 81/08 chiarisce che “il fascicolo tiene conto del piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti” — sono quindi documenti collegati ma non coincidenti: uno pensa alla sicurezza di chi farà manutenzione, l’altro a come e quando quella manutenzione va fatta.
📌 mainTIPS
Le aziende ad alta intensità di asset adottano spesso piani di manutenzione preventiva per la gestione dei propri impianti. In questi casi, l’obiettivo è quello di massimizzare la produzione, ridurre i fermi macchina, e abbassare i costi legati alla manutenzione degli impianti industriali.
Il piano di manutenzione di un impianto viene redatto a partire dagli elaborati progettuali esecutivi, utilizzando le informazioni suggerite dal produttore e dalla propria esperienza, e ottimizzato nel tempo in base ai dati che riusciamo a mettere insieme.
Possono essere utilizzate per esempio metriche e KPI di manutenzione come l’MTBF per scovare possibili inefficienze, o un’Analisi delle Cause Radice (Root Cause Analysis) per individuare quali sono i componenti più a rischio e valutare le soluzioni più efficaci. Talvolta, ci si avvale anche di analisi FMEA (Failure Mode and Effects Analysis) per stabilire le criticità e prioritizzare gli interventi.
Ecco perché un software per la manutenzione, come il CMMS o un EAM, può essere di grande aiuto nell’ottimizzazione dei processi e dei piani di manutenzione dei nostri impianti, fornendoci i dati di cui abbiamo bisogno per migliorare i processi e proteggere il valore dei nostri asset.
Come si fa un piano di manutenzione?
Piano di manutenzione dell’opera: gli step secondo normativa
Un piano di manutenzione deve essere redatto tenendo conto dell’effettiva realizzazione dell’opera.
Al suo interno devono essere identificati tutti gli impianti e le strutture che compongono il manufatto, con particolare riferimento agli impianti tecnologici. La normativa impone al progettista di individuare i requisiti previsti e le prestazioni stimate del manufatto.
Con il D.Lgs. 36/2023, il piano di manutenzione compare in due momenti della progettazione:
- come piano preliminare di manutenzione nel Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Art. 19, Allegato I.7);
- come piano di manutenzione vero e proprio nel Progetto Esecutivo (Art. 27, Allegato I.7), che determina in dettaglio i lavori da realizzare, il loro costo e i tempi di realizzazione.
Devono inoltre essere presi in considerazione i requisiti prestazionali e la coerenza con gli scenari LCA/LCC previsti dai Criteri Ambientali Minimi (CAM Edilizia 2025, in vigore dal 2 febbraio 2026), e — se l’opera ha una parte strutturale — l’obbligo specifico del piano di manutenzione strutture previsto dalle NTC 2018 (D.M. 17/01/2018, Cap. 10 § 10.1).
L’elaborazione del piano di manutenzione resta a carico del progettista, che ne cura anche il deposito, insieme al progetto esecutivo, presso gli uffici competenti. Non sono previste restrizioni particolari sulla qualifica: ingegneri, architetti, geometri possono redigere e firmare il documento.
Piano di manutenzione impianti: come impostarlo in azienda
Per gli impianti aziendali il punto di partenza non è un obbligo normativo unico, ma un processo pratico:
- Censire gli asset: elencare impianti e macchinari, con le informazioni tecniche disponibili (marca, modello, matricola).
- Raccogliere la documentazione del costruttore: manuali d’uso e manutenzione forniti dal produttore sono la base di partenza più affidabile.
- Individuare gli obblighi normativi specifici: alcune attrezzature richiedono verifiche periodiche obbligatorie ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. 81/2008 (es. apparecchi di sollevamento, attrezzature a pressione – allegato VII) vanno identificate per prime, perché non sono negoziabili.
- Definire cadenze e responsabili per ogni asset, distinguendo interventi eseguibili internamente da quelli che richiedono una ditta specializzata.
- Rivedere il piano nel tempo, sulla base dei dati raccolti (guasti, tempi di fermo, costi). Un piano di manutenzione impianti non dovrebbe mai essere considerato definitivo.
Da cosa è composto un piano di manutenzione?
L’Art. 27 dell’Allegato I.7 al D.Lgs. 36/2023 specifica al comma 2 quali sono i documenti che compongono il piano di manutenzione dell’opera nel progetto esecutivo (lo stesso elenco vale, all’Art. 19, per il piano preliminare nel PFTE).
Un piano di manutenzione (sia esso un piano di manutenzione dell’opera oppure un piano di manutenzione impianti) è composto da 3 documenti operativi:
- Manuale d’uso
- Manuale di manutenzione
- Programma di manutenzione
Il programma di manutenzione deve essere ulteriormente scomposto in 3 sottoprogrammi:
- Sottoprogramma delle prestazioni
- Sottoprogramma dei controlli
- Sottoprogramma degli interventi
Nei paragrafi seguenti vediamo più nel dettaglio cosa contengono questi documenti.
📌 ESTRATTO NORMATIVO
Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti — Art. 27, comma 2, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023
Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all’importanza e alla specificità dell’intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi, salvo diversa motivata indicazione dell’amministrazione:
a) il manuale d’uso;
b) il manuale di manutenzione;
c) il programma di manutenzione.
1. Manuale d’uso
Il manuale d’uso serve all’utente per conoscere le modalità di fruizione e gestione corretta degli impianti che fanno parte di un progetto. Se cerchi esempi di manuali di manutenzione compilati, li trovi più avanti in questa guida, nella sezione dedicata a esempi e template scaricabili.
Lo scopo di includere il manuale d’uso all’interno di un piano di manutenzione è quello di limitare il più possibile i danni derivanti da un utilizzo improprio dell’apparecchiatura, permettendo al personale tecnico di riconoscere eventuali anomalie e di eseguire tutte quelle operazioni di gestione e conservazione del bene che non richiedono conoscenze specialistiche.
L’Art. 27, comma 4 specifica quali informazioni deve contenere il manuale d’uso:
- l’ubicazione e la collocazione delle parti interessate
- la rappresentazione grafica dell’asset con tutte le sue parti
- la descrizione tecnica dell’asset
- le modalità di uso corretto
La rappresentazione grafica dell’asset inserita nel manuale d’uso prevede una scomposizione del bene in tutte le sue parti. Chi compila il piano può fare riferimento alle tavole progettuali.
📌 ESTRATTO NORMATIVO
Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti — Art. 27, commi 3-4, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023
3. Il manuale d’uso si riferisce all’uso delle parti significative dell’opera, e in particolare degli impianti tecnologici. Il manuale contiene l’insieme delle informazioni atte a permettere all’utente di conoscere le modalità per la migliore utilizzazione del bene, nonché tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un’utilizzazione impropria, per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di sollecitare interventi specialistici.
4. Il manuale d’uso, per quanto possibile dal corrente livello di definizione progettuale, contiene le seguenti informazioni:
a) la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
b) la rappresentazione grafica;
c) la descrizione;
d) le modalità di uso corretto.
Immagine: piano di manutenzione dell’opera – schema. Fai clic sull’immagine per ingrandirla.
2. Manuale di manutenzione
Il manuale di manutenzione deve fornire le indicazioni necessarie alla corretta manutenzione di un asset e dei suoi componenti.
La normativa pone l’accento sulle unità tecnologiche presenti, individuandole come le parti più importanti di un bene.
A differenza del manuale d’uso, il manuale di manutenzione deve riportare una sorta di albero dei guasti, con tutte le anomalie che possono potenzialmente presentarsi e il livello minimo delle prestazioni, oltre a chi dovrà svolgere queste operazioni: alcune anomalie potrebbero essere risolte da personale non specializzato, mentre per altre potrebbe essere necessario avvalersi di centri di assistenza specializzati.
I contenuti più importanti del manuale di manutenzione sono quelli delle lettere e), f) e g): l’elenco delle anomalie riscontrabili (una sorta di albero dei guasti) e a chi dovrà essere assegnata la risoluzione del problema.
Un esempio pratico: in un ascensore, se si rompe una lampadina dell’illuminazione della cabina, potrebbe non essere necessario un tecnico specializzato; se si rompe il motore o il quadro comandi, sì.
Vocabolario per la redazione del manuale di manutenzione
La corretta redazione di un manuale di manutenzione, prevede l’utilizzo di un linguaggio tecnico, che distingua per esempio tra varie tipologie di intervento o di guasto. Di seguito, un breve vocabolario utile.
- Manutenzione: per manutenzione si intende il complesso di attività tecniche ed amministrative rivolte a conservare o ripristinare la funzionalità o l’efficienza di un apparecchio o di un impianto.
- Affidabilità: per affidabilità di un bene, si intende la sua capacità di conservare intatte funzionalità ed efficienza per tutta la durata della sua vita utile, cioè il periodo di tempo che intercorre tra la sua messa in funzione e il momento in cui si verifica un deterioramento o un guasto irreparabile, o per il quale la riparazione non si presenta più conveniente.
- Vita presunta: la vita utile che, in base all’esperienza o alle indicazioni fornite dal produttore, si può ragionevolmente attribuire ad un bene.
- Deterioramento: quando un apparecchio o un impianto presenta una diminuzione in termini di efficienza o di funzionamento.
Si parla poi di:
- Controllo: attività che implica la verifica delle funzionalità o dell’efficienza di un apparecchio o di un impianto.
- Revisione: attività di controllo generale di un bene che può implicare lo smontaggio, la sostituzione di alcune parti, rettifiche, pulizia, etc.
- Manutenzione secondo necessità: si riferisce ad una politica di manutenzione correttiva (a guasto) effettuata a fronte di guasto, disservizio, deterioramento.
- Manutenzione preventiva: si riferisce ad una politica di manutenzione per la quale sono previste operazioni eseguite periodicamente, con la finalità di estendere il ciclo di vita dell’asset, limitando e prevenendo i guasti.
- Manutenzione programmata: si riferisce ad una politica di manutenzione preventiva, in cui sono previsti interventi periodici, rispettando un programma e un calendario prestabilito.
- Manutenzione su condizione: si riferisce ad una politica di manutenzione tesa ad effettuare interventi sulla base della condizione specifica in cui si trova il bene. Implica talvolta la lettura di contatori o l’installazione di sensori.
📌 ESTRATTO NORMATIVO
Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti — Art. 27, commi 5-6, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023
5. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti significative del bene, e in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio.
6. Il manuale di manutenzione contiene le seguenti informazioni:
a) la collocazione nell’intervento delle parti menzionate;
b) la rappresentazione grafica;
c) la descrizione delle risorse necessarie per l’intervento manutentivo;
d) il livello minimo delle prestazioni;
e) le anomalie riscontrabili;
f) le manutenzioni eseguibili direttamente dall’utente;
g) le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato.
📌 D.Lgs. 81/2008, art. 71: la manutenzione obbligatoria di macchinari e attrezzature
Per gli impianti aziendali, l’art. 71 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di garantire che le attrezzature di lavoro siano oggetto di idonea manutenzione per mantenere nel tempo i requisiti di sicurezza (comma 4), corredate da istruzioni d’uso e libretto di manutenzione. Le attrezzature elencate nell’Allegato VII (apparecchi di sollevamento, attrezzature a pressione, tra le altre) sono inoltre soggette a verifiche periodiche obbligatorie (comma 11), con frequenza stabilita dallo stesso allegato.
Può essere utile inoltre distinguere tra interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, secondo i criteri prescritti dalle norme UNI.
Secondo la norma UNI 11063:2017
- La manutenzione ordinaria si effettua in luogo, con strumenti e attrezzi di uso corrente; si limita a riparazioni di lieve entità e prevede l’utilizzo di minuterie o la sostituzione di parti di modesto valore, espressamente previste, come guarnizioni, fusibili, etc.
- La manutenzione straordinaria indica invece interventi manutentivi che richiedono mezzi di particolare importanza (ponteggi, mezzi di sollevamento, etc.) oppure attrezzature particolari. Rientrano in questa categoria anche tutti quegli interventi che finiscono per modificare il volume occupato dal bene.
3. Programma di manutenzione
L’ultimo documento che compone un piano di manutenzione è il Programma di manutenzione.
📌 Piano di manutenzione vs Programma di manutenzione: qual è la differenza?
Non sono due documenti alternativi: il programma di manutenzione è una delle 3 parti che compongono il piano di manutenzione (insieme a manuale d’uso e manuale di manutenzione), non un suo sinonimo. Se il manuale di manutenzione descrive cosa può succedere a un componente e come intervenire, il programma di manutenzione traduce quell’informazione in un calendario concreto: quando farlo, con che cadenza, a partire da quando. È il rapporto tra un documento e uno dei suoi capitoli, non tra due documenti diversi.
Prescrive una serie di controlli e verifiche da effettuare con scadenze predefinite, per monitorare stato di salute, funzionamento e prestazioni di un bene. I programmi di manutenzione più efficaci nascono da questa logica: non un elenco statico di scadenze, ma uno strumento che si aggiorna nel tempo. In altre parole, servono a pianificare la manutenzione che si renderà necessaria.
Il programma di manutenzione è a sua volta suddiviso in 3 sottoprogrammi:
- sottoprogramma delle prestazioni
- sottoprogramma dei controlli
- sottoprogramma degli interventi
a) Sottoprogramma delle prestazioni
Prende in considerazione le prestazioni fornite da un bene o dalle sue parti nel corso del ciclo di vita. Il progettista ha l’obbligo di individuare, per ogni parte dell’opera, i requisiti e le relative prestazioni.
b) Sottoprogramma dei controlli
Definisce il programma delle verifiche e dei controlli previsti per il monitoraggio dei livelli prestazionali nei vari momenti del ciclo di vita, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
c) Sottoprogramma degli interventi
Riporta i differenti interventi di manutenzione previsti, fornendo una scadenza temporale per interventi ordinari e straordinari che si renderanno necessari nel ciclo di vita del bene.
📌 ESTRATTO NORMATIVO
Piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti — Art. 27, comma 7, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023
7. Il programma di manutenzione si realizza a cadenze prefissate temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni. Esso si articola in tre sottoprogrammi:
a) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita;
b) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche comprendenti, ove necessario, anche quelle geodetiche, topografiche, fotogrammetriche, geotecniche, sismiche e ambientali, al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma;
c) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene.
Per gli impianti aziendali, l’art. 71, comma 4, lett. b) del D.Lgs. 81/08 richiede espressamente la tenuta di un registro di controllo delle attrezzature, con i risultati dei controlli conservati per almeno 3 anni.
📌 mainTIPS
Strutturare un sottoprogramma dei controlli. La curva a vasca da bagno: La probabilità che si verifichi un guasto critico ad un’apparecchiatura o ad un impianto, segue spesso una curva che ha la forma di una vasca da bagno. I due picchi a sinistra e a destra nel grafico rappresentano rispettivamente le probabilità di quella che viene definita mortalità infantile di un asset e quella di un bene a fine vita. Quando si struttura un piano di manutenzione e il suo sottoprogramma dei controlli, è un andamento di cui è bene tenere presente.
L’obiettivo è quello di individuare le dinamiche inerenti alla caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo richiesto dalle norme o da lui stimato.
Figura sopra: esempio di una curva a vasca da bagno, uno dei principali pattern di guasto degli asset.
Esempi di piano di manutenzione: template gratuiti
Esempio di piano di manutenzione dell’opera
Scarica un modello di piano di manutenzione dell’opera, strutturato secondo l’Art. 27 dell’Allegato I.7 (D.Lgs. 36/2023): manuale d’uso, manuale di manutenzione e programma di manutenzione, con indicazioni pratiche e riferimenti normativi puntuali direttamente nei commenti del file.
Esempio di piano di manutenzione di un asset
Per capire come si applica lo stesso schema a un singolo impianto, utile quando serve documentare in dettaglio una macchina specifica invece dell’intero patrimonio impiantistico, ecco un esempio compilato su una pressa idraulica, basato sugli obblighi dell’art. 71 del D.Lgs. 81/08.
FAQ – DOMANDE FREQUENTI
FAQ sul piano di manutenzione
Il piano di manutenzione è obbligatorio?
Sì per le opere pubbliche, come elaborato del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e del Progetto Esecutivo (Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023). Per gli impianti aziendali non esiste un obbligo generale unico, ma è fortemente raccomandato e in alcuni casi richiesto indirettamente da normative di sicurezza (es. art. 71 D.Lgs. 81/08 per specifiche attrezzature).
Chi redige e chi firma il piano di manutenzione dell'opera?
Lo redige e lo firma il progettista dell'opera (ingegnere, architetto o geometra, senza restrizioni particolari di qualifica) che ne cura anche il deposito, insieme al progetto esecutivo, presso gli uffici competenti. L'aggiornamento nel tempo, quando l'opera è realizzata e in esercizio, è tipicamente a cura del soggetto gestore o del direttore dei lavori, sulla base degli interventi effettivamente svolti.
Cos'è il piano preliminare di manutenzione?
È la versione del piano di manutenzione richiesta già nella prima fase di progettazione, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Art. 19, Allegato I.7, D.Lgs. 36/2023), meno dettagliata di quella prevista nel Progetto Esecutivo (Art. 27), ma con la stessa struttura in manuale d'uso, manuale di manutenzione e programma di manutenzione.
Cosa deve contenere il piano di manutenzione?
I 3 documenti operativi previsti dalla normativa: manuale d'uso, manuale di manutenzione e programma di manutenzione (a sua volta diviso nei sottoprogrammi di prestazioni, controlli e interventi). Il dettaglio completo di ciascuno è nella sezione "Da cosa è composto" di questa guida.
Qual è la differenza tra piano di manutenzione e programma di manutenzione?
Il programma di manutenzione non è un documento a sé: è una delle 3 parti che compongono il piano di manutenzione. Il piano è il documento completo; il programma è la sua componente che stabilisce le cadenze temporali degli interventi. Approfondisci sopra.
Qual è la differenza tra piano di manutenzione e programma di manutenzione?
Il programma di manutenzione non è un documento a sé: è una delle 3 parti che compongono il piano di manutenzione. Il piano è il documento completo; il programma è la sua componente che stabilisce le cadenze temporali degli interventi. Approfondisci sopra.
Qual è la differenza tra piano di manutenzione e fascicolo dell'opera?
Il fascicolo dell'opera (D.Lgs. 81/08, art. 91) ha finalità di sicurezza per i lavoratori che eseguiranno futuri interventi; il piano di manutenzione riguarda invece gli aspetti tecnici e prestazionali per mantenere l'opera funzionale nel tempo. Sono documenti collegati ma distinti — approfondisci sopra.
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